Un nuovo sistema per pagare le tasse senza più acconti e saldi

Tasse: addio acconti e saldi? 

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Durante una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, il Presidente dell’Agenzia delle Entrate lancia una possibile riforma del sistema di riscossione dei tributi.

Tasse? Addio acconti e saldi” – ha dichiarato Ernesto Maria Ruffini – grazie al passaggio ad un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa. Ma vediamo meglio in cosa consisterebbe questa annunciata riforma, chi ne sarebbero i destinatari e cosa realmente potrebbe cambiare per partite iva e piccoli imprenditori.

Un nuovo sistema per pagare le tasse senza più acconti e saldi: la rivoluzione per partite IVA e società semplici 

Esiste un antico detto, molto noto, che recita: “il fatturato è pura vanità, l’utile d’esercizio è ragionevolezza ma la cassa è la realtà!”. Ed è proprio così. Il cash flow è il flusso di cassa che un’azienda o un professionista generano in un certo periodo. È rappresentato, insomma, dalla quantità di incassi e pagamenti che transitano sul conto aziendale in quel periodo che prendiamo in considerazione.

Va da sé che si tratta del dato più indicativo della salute dell’attività economica.

Ove dunque il calcolo delle tasse venisse parametrato a questo dato, ciò significherebbe ancorare l’imposizione fiscale a quanto realmente entra in cassa al netto delle spese. Una riforma fiscale concepita in tal modo, perciò, dovrebbe prevedere un sistema di liquidazione periodica delle imposte, mensile o trimestrale, da pagare sulla base di quanto effettivamente incassato.

Ed è esattamente questa la proposta lanciata da Ruffini; se fosse accolta si tratterebbe sicuramente di una vera e propria rivoluzione per partite IVA e società semplici, un sistema totalmente nuovo di concepire le tasse.

Cerchiamo di capire il perché.

Acconti e saldi: come avviene il pagamento delle tasse oggi e come avverrà dopo la riforma 

Secondo l’attuale sistema fiscale per partite IVA ed imprese, i titolari – coadiuvati dai propri consulenti – devono calcolare le imposte da pagare sia per l’anno fiscale in corso che per quello successivo, versando:

  • il saldo per l’anno in corso;
  • un acconto per l’anno successivo.

Questo sistema, come sappiamo, si basa su una previsione di come saranno i ricavi del prossimo anno; spesso quindi accade che si determinino crediti o debiti con il Fisco che andranno poi regolati nell’anno successivo. Oltre alla considerazione che va a privare il contribuente di una buona fetta di liquidità che sarebbe molto utile per l’anno in corso.

Con il nuovo sistema previsto dalla riforma fiscale, invece, sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate a calcolare l’ammontare delle tasse da pagare su base mensile o, al più, trimestrale ed a comunicarla al contribuente.

Basterà dunque una semplice verifica dell’esattezza dei conti presentati dall’AE e l’autorizzazione al prelevamento diretto. Un modo, secondo le intenzioni espresse da Ruffini, per “modernizzare” ed “automatizzare” il sistema fiscale per partite IVA ed imprese ed eliminare parte della relativa burocrazia.

Zero acconti e saldi? 

Stando alle parole del Presidente dell’Agenzia delle Entrate, i vantaggi di una riforma concepita in questo modo potrebbero essere diversi:

  • Il primo effetto estremamente benefico sarebbe di natura economica: l’attuale sistema dei pagamenti basato sul meccanismo “acconto” e “saldo”comporta che il contribuente sia costretto ad anticipare parte delle tasse che dovrebbe pagare l’anno successivo. Un differente metodo di pagamento, in cui viene versato solo ciò che è effettivamente dovuto per quel particolare periodo di imposta, si traduce in una maggiore liquidità all’interno dell’azienda, fondamentale – tra le altre cose – per effettuare nuovi investimenti.
  • Ma non va sottovalutato anche il vantaggio di natura psicologica: eliminare il cosiddetto incubo della scadenza permetterebbe al contribuente di affrontare in maniera più distesa l’approccio con il Fisco e, in generale, darebbe la serenità di mantenere in cassa quella liquidità che oggi costituisce la provvista per l’anno successivo.
  • Infine, i vantaggi sarebbero importanti anche per lo Stato: grazie al prelievo mensile o trimestrale, l’Erario potrebbe contare su un gettito costante di entrate, non più soggetto a “picchi” come quello attuale.

Come avverrebbe il prelievo 

Nel presentare la proposta di riforma fiscale che prevede l’eliminazione di acconti e saldi, come abbiamo visto, il Presidente dell’Agenzia delle Entrate Ruffini ha precisato che si tratterebbe di prelievi mensili calcolati direttamente dall’AE, che andranno semplicemente autorizzati dal contribuente.

Un prelievo diretto, semplificato e soprattutto parametrato all’effettiva situazione di cassa di quel particolare periodo preso in considerazione ed a ciò che si è realmente guadagnato.

Basta previsioni su quanto potrebbe verificarsi l’anno successivo, che spesso poi non coincidono con l’effettiva realtà. E soprattutto basta con la preoccupazione delle scadenze fiscali.

Tasse: addio acconti e saldi. Le tempistiche della riforma 

La data ipotizzata per la partenza del nuovo sistema fiscale è il primo gennaio 2021.

Ma non per tutti vi sarà questo nuovo sistema di pagamento: in una prima fase verrebbero infatti coinvolti solo alcune categorie di contribuenti:

  1. imprese minori in contabilità semplificata (fino a 400 mila euro di ricavi da servizi o 700 mila da beni);
  2. contribuenti in regime forfettario (partite Iva fino a 65 mila euro di ricavi).

Per un totale stimato di circa 3 milioni di professionisti ed imprese.

Successivamente, anche sulla scorta dei risultati positivi o negativi di questo primo test, dovrebbero poter beneficiare di tale regime di pagamento anche gli autonomi, i professionisti e le società di persone in contabilità ordinaria, portando in tal modo il numero di soggetti interessati ad un totale di 4 milioni circa.

Ruffini è ben consapevole che per poter effettivamente realizzare tale importante riforma e renderla realmente operativa occorre una seria implementazione del sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate.

Occorrerà in particolare intervenire sul meccanismo della fatturazione elettronica, che dovrebbe comportare una evidenza telematica in tempo reale dell’incasso (mentre attualmente ciò avviene in un momento successivo) e delle spese effettive sostenute nel periodo di calcolo dell’imposta.

Noi, come sempre, siamo pronti a studiare ogni dettaglio di questa riforma, qualora fosse realmente realizzata, così da poterti supportare tempestivamente con ogni dettaglio tecnico.

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