Taglio del cuneo fiscale

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Di cuneo fiscale in Italia si parla già da tempo, ma in questi giorni la questione fiscale è diventata un argomento particolarmente dibattuto grazie alle novità contenute nel recentissimo DEF approvato il 23 gennaio scorso.

Il taglio del cuneo fiscale darà diritto ad un bonus in busta paga fino a 100 euro al mese, ed entrerà in vigore a partire da luglio 2020.

Si tratta di una misura fortemente voluta dal governo e salutata con molto favore dai sindacati, in quanto comporta, di fatto, un aumento salariale netto in busta paga in favore di una larga fetta di lavoratori dipendenti.

Da più parti, però, si evidenzia come tale misura fiscale non possa considerarsi sufficiente per dare una reale scossa all’economia del Paese. Occorre infatti intervenire in maniera più decisiva anche (e soprattutto) in favore delle imprese, con decisi tagli al costo del lavoro che continuano a gravare pesantemente sugli imprenditori.

In questo articolo approfondiremo insieme cosa si intenda per cuneo fiscale, a chi spetti l’agevolazione, quali siano gli scaglioni di reddito a beneficiare dei rimborsi ed in quale misura.

Che cos’è il cuneo fiscale 

Facciamo un passo indietro per comprendere esattamente cosa si intenda per cuneo fiscale.

Per cuneo fiscale si intende il totale delle imposte, dirette ed indirette, nonché dei contributi previdenziali, che gravano sul costo del lavoro. È il cuneo fiscale che porta ad avere materialmente, nel caso del lavoratore dipendente, un netto accreditato inferiore (spesso di gran lunga) rispetto al lordo, cioè rispetto al costo del suo lavoro nei confronti dell’azienda.

Il cuneo fiscale, naturalmente, si applica anche a lavoratori autonomi e alle imprese, che decidono autonomamente il costo delle proprie prestazioni.

In Italia il “peso” delle imposte, cioè appunto il cuneo fiscale e contributivo, è sempre stato molto elevato, tanto da sfiorare il 46% nel 2013. Da allora la situazione è gradualmente migliorata, ma c’è ancora molta strada da fare.

Taglio del cuneo fiscale: la novità a partire da luglio 2020

La nuova Legge di bilancio 2020 cuneo fiscale prevede dunque un alleggerimento piuttosto significativo della pressione fiscale a carico dei lavoratori.

A partire dal 1° luglio 2020, quasi 16 milioni di lavoratori troveranno una maggiorazione netta in busta paga per un importo che varierà in base agli scaglioni di reddito e che, in ogni caso, ingloberà il cosiddetto “bonus Renzi” di cui una buona parte già beneficiava.

Come accennavamo poc’anzi, il beneficio viene previsto solo in favore dei lavoratori (sia subordinati che autonomi); per una significativa e reale riduzione del costo del lavoro anche per le imprese, invece, occorrerà attendere la già annunciata riforma Irpef, ampiamente caldeggiata da tutte le parti sociali.

Come funzionerà il taglio cuneo fiscale 2020? 

Entrando nel dettaglio dell’agevolazione, ecco cosa emerge.

A partire dal primo luglio 2020 sarà prevista una nuova agevolazione fiscale sotto forma di bonus in busta paga. Verranno materialmente riconosciuti 100 euro in più per tutti i lavoratori dipendenti che abbiano redditi lordi fino a 28.000 euro l’anno.

Per i redditi più elevati, l’agevolazione sarà progressivamente ridotta sino ad azzerarsi completamente alla soglia dei 40.000 euro annui.

Taglio cuneo fiscale 2020: a chi spetta 

Ma il taglio del cuneo fiscale a beneficio di chi è previsto? Partiamo dai dati certi. La misura interesserà sicuramente:

  • Lavoratori che già percepivano il cosiddetto bonus Renzi di 80 euro in busta paga, con redditi lordi fino ad € 26.600;
  • Lavoratori che erano finora esclusi dal bonus Renzi: il cuneo fiscale è infatti previsto fino a 40.000 euro di reddito suddiviso in diversi scaglioni.

Erogazione per scaglioni di reddito 

Quanto spetterà in più in busta paga?

Il decreto MEF prevede un risparmio fiscale progressivo con maggiorazione del netto in busta paga, per importi differenti a seconda degli scaglioni di reddito:

  • Redditi da 8.200 a 26.600 euro: si tratta dei dipendenti che già percepivano il bonus Renzi di 80 euro. In tal caso, a partire da luglio in busta paga si avrà diritto a 100 euro al mese, ma già comprensivi del bonus Renzi, con un aumento quindi di 20 euro mensili;
  • Redditi da 26.600 a 28.000 euro: questa è la fascia reddituale che percepirà in maniera più significativa del taglio cuneo fiscale. Si tratta infatti di lavoratori in precedenza esclusi dal bonus Renzi, che da luglio 2020 inizieranno a beneficiare per la prima volta di una maggiorazione netta in busta paga di 100 euro;
  • Redditi da 28.000 a 35.000: la maggiorazione riconosciuta in busta paga comincia progressivamente a scendere. Sarà dai 100 euro fino a 80 euro mensili;
  • Redditi da 35.000 a 40.000: in questa fascia il bonus si abbassa con una progressione sempre più rapida. Sarà di 80 euro mensili in busta paga fino ad azzerarsi per i redditi di 40.000 l’anno.

Si vede bene, quindi, come chi percepirà maggiormente i benefici del taglio cuneo fiscale saranno i lavoratori che hanno un reddito compreso tra i 26.600 ed i 35.000 euro l’anno. Non avendo mai, prima d’ora, goduto del bonus Renzi vedranno di fatto aumentare in maniera netta il proprio stipendio beneficiando per la prima volta dell’intero importo spettante.

Restano infine esclusi dal taglio del cuneo fiscale i redditi fino a 8.200 euro: si tratta in tal caso dei lavoratori che beneficiano dell’esenzione totale dall’IRPEF, per i quali dunque non vi sarà alcuna variazione rispetto al passato.

stipendio dipendente e cuneo fiscale

Cuneo fiscale 35000 euro: cosa significa?

Abbiamo visto che la manovra del governo andrà ad aiutare principalmente tutti i lavoratori che hanno un reddito lordo compreso tra i 26.600 ed i 35.000 euro. Prima, infatti, tale fetta di redditi era esclusa dal bonus Renzi, mentre con il nuovo decreto rientrerà nel beneficio della maggiorazione netta in busta paga.

Ma la vera svolta potrebbe andare ad impattare sui redditi più elevati. Ciò per ridurre una “discriminazione” netta tra lavoratori che percepiscono redditi di poco superiori.

L’estensione a redditi fino a 40.000 euro, con riduzione progressiva dell’importo di cui si potrà beneficiare, ha infatti lo scopo di evitare “scalini” netti ed eccessivamente discriminatori per le varie fasce di dipendenti.

Conclusioni

Il taglio del cuneo fiscale è certamente una manovra importante per ridare valore agli stipendi dei lavoratori e risollevare una classe media fin troppo penalizzata dalla pressione fiscale.

La scelta governativa è dunque apprezzabile, dato che restituisce potere d’acquisto alle famiglie e, con esso, aiuta una ripresa dei consumi ed in generale dell’economia.

Ma non basta.

Occorre intervenire in maniera più incisiva, aiutando non solo i lavoratori, ma anche (e prima di tutto) gli imprenditori come te, gravati da un’importante imposizione fiscale  e da un conseguente costo del lavoro estremamente gravoso.

Una riforma IRPEF decisa e significativa, che tagli il costo del lavoro per le imprese, non è dunque più rimandabile. Ci auguriamo tutti che possa essere presto messa a punto.

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