Fare impresa in Italia se sei giovane: una nuova case history

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fare impresa in italia

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Negli ultimi tempi, si sta sviluppando questa convinzione che fare impresa in Italia sia impossibile. È vero, da una parte i numeri che ci arrivano dai report sono poco rassicuranti: una grande fetta di responsabilità va imputata al sistema fiscale italiano, che continua a tassare in modo esagerato le piccole e medie prese. Eppure, nonostante le premesse poco stimolanti, c’è chi ancora ci crede e opta per fare impresa in Italia, e non solo: in età giovane e con l’intenzione di estendere fuori il proprio mercato.

Fare impresa in Italia è ancora possibile?

Parliamo di sognatori con i piedi troppo lontani da terra? O di ignavi che non capiscono nulla di economia e impresa? No, per fortuna no. Potremmo persino parlare di te, che hai deciso di mantenere in vita la tua attività nonostante i molteplici ostacoli che si sono presentati lungo il cammino e di cui siamo pienamente consapevoli. Non è più un mistero che un guadagno in cassa corrisponda ad un guadagno da inserire a fine anno nella dichiarazione: i costi fissi non dimenticano! E come loro tante altre imposte, che levate agli utili lordi, ti fanno ritrovare ben poco in tasca. Una situazione che colpisce sempre più imprenditori ma che per fortuna non ne fa demordere altrettanti.

Perché è ancora possibile allora?

E se parliamo di te, siamo consapevoli che ogni tanto il pensiero di dire “basta, ora chiudo tutto” tu possa averlo avuto, e con tutte le ragioni del caso. C’è forse una cosa che ancora non sai: non tutte le imprese con cui abbiamo lavorato passavano un periodo no prima di chiedere la nostra consulenza. Ebbene sì, abbiamo avuto esperienze diverse nel corso degli anni, che ci hanno portato a riconoscere che anche durante una crescita economica era necessario un aiuto concreto e stabile, che potesse aiutare l’azienda a proseguire la propria attività.

 

Il case study di V2, un’azienda che ha creduto in sé e in noi

Francesco Vitale crede nella possibilità di fare impresa in Italia e lo dimostra con i fatti: ha 27 anni ed è titolare di V2, un’azienda che realizza T-shirt personalizzate, con la particolare caratteristica di un taschino unico per ogni capo.

Speriamo proprio che sua la storia di possa essere simile alla tua, e sai perché? Perché proprio nel momento in cui la sua azienda viveva un’evoluzione nelle vendite e quindi un momento più che positivo, Francesco si è reso conto che era necessaria una vera e propria rivoluzione organizzativa.

Una rivoluzione che fosse in grado di aiutarlo a gestire la crescita aziendale senza fare danni e subirne le conseguenze. Sono sempre di più le aziende che crollano in momenti del genere: l’aumento della domanda, quindi della produzione e quindi dei costi. Aumenta tutto, ma non il profitto finale, com’è possibile? Tantissimi imprenditori stanno ancora cercando di rispondere a questa domanda.
Per fortuna Francesco non ha nemmeno dovuto pensarci, perché è riuscito a cogliere in tempo le prime avvisaglie e ha richiesto strumenti precisi e validi che permettessero di prendere decisioni strategiche. Ed è stato proprio in quel momento di piena consapevolezza, che abbiamo conosciuto V2.

Controllo di gestione: perché non bisogna sottovalutarlo

Prendere sotto gamba alcuni aspetti del proprio lavoro è una leggerezza comune a diversi imprenditori: lo ammettono anche quelli che ora possono raccontare di come la loro azienda vada a gonfie vele. Basta sottovalutare qualche costo, accumulare documenti, farsi prendere la mano dal costante lavoro e si finisce per rischiare una crisi d’impresa.

Come abbiamo visto prima però, Francesco è stato lungimirante e ha saputo cogliere quelle sfumature in tempo, tanto che ora ha aperto un ufficio anche in Cina e centinaia punti vendita in Giappone.

Il nostro lavoro unitamente a quello di Francesco, si è svolto concretamente in 7 appuntamenti, durante i quali abbiamo fatto chiarezza su vari punti e strategie, tutte con la loro importanza. Spesso infatti non basta solo porre attenzione ai costi e al risparmio, ma anche al cosiddetto cash flow, che aiuta a capire quando serve qualcosa: come ad esempio un controllo di gestione!

Ed è proprio qui che interveniamo spesso dividendo in tre fasi il controllo di gestione:

  • Elaborazione e controllo del budget economico
  • Pianificazione controllo dei flussi finanziari
  • Formazione ed organizzazione aziendale

Ciascuno di questi passaggi ha permesso allo stesso Francesco di focalizzare l’attenzione su costi a cui non aveva mai pensato, che sempre presenti, hanno permesso di recuperare redditività recuperando appieno ed in breve tempo il costo dell’investimento.

Con la nostra consulenza è riuscito ad ottimizzare la sua azienda, pagando persino meno tasse.

Vuoi fare impresa in Italia? Cosa va bene e cosa no

Prima di tutto, non va bene rendersi conto che qualcosa non va e comunque rimanere paralizzati in uno stato di trance, in cui nulla viene fatto per migliorare la situazione. Francesco ha preso iniziativa, e come lui, tanti altri imprenditori, giovani e non, che non volevano far regredire nemmeno di un giorno la loro azienda.

Peggio ancora la totale indifferenza o ingenuità nei confronti dei campanelli d’allarme: una delle azioni più mirate nonché prime che effettuiamo durante un controllo di gestione è la quantificazione dei costi e dei ricavi previsti per un determinato periodo di riferimento, così da proporre una cifra per il budget e comunicartela. Un inizio d’impatto, che forse ti spaventerà ma sappi che è nostra premura fornirvi il know how necessario, una volta concluso il periodo della consulenza, per rendervi autonomi e consci di tutte le nozioni pratiche e teoriche relative al controllo di gestione.

Fare impresa in Italia è un atto di coraggio, verrebbe da dire. A noi il coraggio è sempre piaciuto e siamo sicuri che farla insieme possa rendere migliore non solo il percorso, ma chiunque ne sia coinvolto.

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