Conto economico e stato patrimoniale: gli ingredienti della ricetta

Conto economico e stato patrimoniale: gli ingredienti

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Conto economico e stato patrimoniale sono i due “ingredienti” principali della ricetta della chiusura di bilancio. Si tratta di due documenti che spesso vengono confusi tra loro, ma che in realtà hanno caratteristiche e scopi diversi.

Lo stato patrimoniale è una rappresentazione di tipo statico, come una fotografia della situazione. Il conto economico è invece un insieme di operazioni di entrata e uscita: potremmo paragonarlo a un video anziché a una fotografia.

Oggi scopriamo quindi la differenza tra questi due elementi, come questi vengono integrati nel bilancio finanziarioe come ne viene determinato il valore.

Conto economico e stato patrimoniale: gli ingredienti del bilancio

Facciamo un passo indietro: stiamo parlando del bilancio fiscale. Questo documento, spesso odiato dagli imprenditori, è in realtà uno strumento utilissimo per avere sotto controllo quello che è successo nella tua azienda.

Abbiamo parlato la scorsa settimana di come questo strumento venga realizzato non solo dalle grandi aziende, ma anche dalle piccole imprese, e di come queste in genere riscontrino più difficoltà, dovute alla mancanza di personale e di cultura aziendale.

Abbiamo visto che in realtà, grazie a un consulente, è possibile per le piccole e medie imprese ottenere gli stessi risultati delle aziende che impiegano un intero reparto per questa funzione.

Diventa quindi fondamentale capire come costruire correttamente un bilancio e calcolare esattamente le diverse componenti!

Lo stato patrimoniale

Cominciamo dallo stato patrimoniale, che abbiamo definito in precedenza come una fotografia. Lo stato patrimoniale è in effetti proprio lo stato, la situazione del patrimonio aziendale fotografato in un determinato momento. Questo momento in genere corrisponde al 31 dicembre, ossia il momento della chiusura dell’anno lavorativo.

Lo stato patrimoniale si divide in passivo e attivo patrimoniale. Rientrano nell’attivo tutte quelle voci che comportano un’entrata o un reddito: crediti, disponibilità liquida, immobilizzazione. Nel passivo rientrano invece il capitale sociale, l’utile (o la perdita) e i debiti.

In sostanza, gli attivi rappresentano beni e diritti dell’impresa, mentre i passivi sono le fonti di finanziamento di cui l’impresa ha bisogno per portare avanti le proprie attività.

Ogni voce dello stato patrimoniale, quindi, avrà un collegamento con quella del conto economico. Lo stato patrimoniale è strutturato con due sezioni divise e contrapposte: ha quindi lo scopo definitivo di racchiudere l’utile o la perdita di esercizio a livello quantitativo.

Facciamo un esempio di stato patrimoniale:

  • Nell’attivo possiamo far rientrare investimenti a breve termine, come cassa, crediti e scorte, e quelli a medio e lungo termine, come macchinari e fabbricati.
  • Nel passivo invece possiamo far rientrare mezzi propri (capitale sociale, riserve, utili o perdite) e mezzi terzi (banche, fornitori, tfr ecc.).

Il conto economico

Secondo elemento del bilancio fiscale è il conto economico. Conto economico e stato patrimoniale sono indispensabili, ma spesso sono accompagnati nel bilancio da altri elementi.

Il conto economico è l’insieme delle operazioni aziendali che hanno concorso a raggiungere un determinato risultato nel corso di un esercizio finanziario.

Il conto economico è composto da una parte positiva e una negativa, sempre afferente a un determinato periodo, che sono i costi e i ricavi.

  • Ai costi afferiscono invece tutti gli acquisti, le spese per il personale, le utenze, le imposte e tasse e i fitti passivi.
  • I ricavi corrispondono ovviamente alle vendite del prodotto o servizio e agli interessi o ai fitti (attivi).

Il conto economico nella pratica si suddivide in quattro sezioni classificate con le prime quattro lettere dell’alfabeto:

  1. Valore della produzione. Da questo devono essere computati i
  2. Costi della produzione (relativi generalmente a stipendi, materie prime, fitti, svalutazioni). Questo primo calcolo permette di ricavare la differenza tra valore e costi di produzione.
  3. I proventi e oneri finanziari sono un altro elemento del conto economico che comprende proprio i proventi finanziari, gli interessi passivi e gli utili e perdite sui cambi.
  4. Infine, il conto economico comprende le rettifiche di valore di attività finanziarie, che presentano contenuti relativi a rivalutazioni e svalutazioni di titoli e partecipazioni.

Mettendo insieme tutti questi elementi si perviene all’utile (o alla perdita) dell’esercizio.

L’IVA

Un chiarimento a parte richiede il capitolo dell’IVA. Quest’ultima, infatti, pur classificandosi come imposta, non può essere fatta rientrare all’interno dei costi che gravano sulle società. Infatti, la si può considerare alternativamente come un debito o un credito che l’azienda ha nei confronti dell’erario, a seconda si proceda a un acquisto o una vendita. Per questo motivo si troverebbe a seconda del momento preso in esame da una parte o dall’altra del conto economico.

l'iva rientra nel conto economico

Perché entrambi?

Abbiamo chiarito la differenza tra conto economico e stato patrimoniale. Resta ora da capire perché è necessario inserire entrambi all’interno del bilancio di esercizio. Di fatto, ogni azione dal punto di vista gestionale dell’impresa deve trovare riscontro e quindi essere rappresentato all’interno del bilancio di esercizio, traducendolo nel linguaggio numerico.

Solo tenendo traccia di ogni singolo evento, anche il più piccolo, che produce degli effetti ai fini monetari, è possibile giungere a una gestione responsabile delle risorse e dell’intera azienda.

Conto economico e stato patrimoniale sono essenziali alla definizione di una situazione finanziaria chiara, che sarà poi usata per determinare il carico fiscale.

Oltre a fornire i propri dati all’erario, conto economico e stato patrimoniale e quindi il bilancio risultano essere estremamente utili per tenere sotto controllo la situazione nel suo complesso.

Spesso gli imprenditori si limitano – per mancanza di tempo o assenza di informazioni – a delegare completamente il tutto al commercialista, senza avere la possibilità di controllare ed intervenire in tempo reale.

Uno strumento come il bilancio torna invece utile se utilizzato in modo diverso, poiché fornisce una misura tangibile di quello che è stato fatto nel corso dell’anno, fornendo così la possibilità di aggiustare il tiro, migliorarsi o invece continuare sulla stessa strada.

Impara a redigere un bilancio a regola d'arte