Vittime di usura e stop scudo banche: le misure

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Le vittime di usura in questi giorni stanno prepotentemente tornando alla ribalta di quotidiani e telegiornali, grazie alla legge di bilancio e alle misure in essa contenute. Sembra infatti che la legge proposta dall’intesa Movimento 5 Stelle – Lega preveda al suo interno anche un fondo speciale riservato proprio alle vittime di usura.

D’altra parte, anche un’altra novità sembra svettare tra le altre notizie di cui abbiamo già trattato, come la flat tax e il cuneo fiscale: stiamo parlando dello stop scudo banche, che se dovesse andare davvero in porto costituirebbe una misura nazional-popolare di sicuro impatto, specialmente alla luce dei recenti avvenimenti con Mps.

Quindi, in questo testo che sembra contenere davvero di tutto, il governo ha trovato spazio anche per affrontare la questione delle banche, una delle più spinose degli ultimi tempi. Ma quali sono le direttive contenute? Cosa cambierà effettivamente per le banche e per i cittadini?

Vittime di usura e stop scudo banche: le misure della legge di bilancio 2019 in materia finanziaria

Quello del sostegno alle banche è stata una delle lotte che tanto il M5S quanto la Lega ha perseguito durante le rispettive campagne elettorali, forti di un grande sostegno dell’opinione pubblica. Tra tanti scandali, quello delle banche sembra essere particolarmente sentito, poiché tocca un argomento tanto caro, quello dei risparmi che dipendenti e imprenditori accumulano per una vita intera.

Certamente anche la questione delle vittime di usura è altrettanto grave, se non di più: nel mondo, oggi, la modalità di acquisto prevalente è diventata quella del finanziamento. Diventa quindi molto facile divenire preda di tassi di interesse inconcepibili, un circolo vizioso che porta presto sul lastrico. Vediamo quindi subito quali sono le misure che il governo gialloverde ha adottato per risanare la situazione.

Il sostegno alle vittime di usura

Con la legge di bilancio sono stati introdotti una serie di sostegni destinati alle categorie più svantaggiate o meritevoli. Si parte dal bonus eccellenze e giovani, che sostiene e incentiva l’occupazione di queste categorie, e si arriva alle famiglie, con il bonus del terreno terzo figlio e bonus bebè.

Si tratta perlopiù di conferme di misure già introdotte negli scorsi anni: anche quella del sostegno alle vittime di usura non è propriamente una novità assoluta.

Come ci ricorda la Gazzetta Ufficiale, il decreto legge del 29 dicembre 2010 n.255 ha istituito il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici.

banche e vittime di usura

Cosa prevede la legge

Oggi, invece, il testo della legge di bilancio 2019 parla chiaro: sono in arrivo 30 milioni di euro.

Nello specifico:

  • 10 milioni per il 2019
  • 10 milioni per il 2020
  • Altri 10 milioni a conclusione del triennio nel 2021.

Il fondo è da destinare al già citato Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura per gli indennizzi.

Come accedervi

L’istituzione del Fondo ha lo scopo di rendere più semplice ai cittadini l’accesso al sostegno. Lo stesso Ministero ha pubblicato un vademecum online che spiega come accedere al fondo. Nel momento in cui ci si ritrovi vittima di un’estorsione, il fondo prevede l’elargizione di una somma a titolo di contributo pubblico senza obbligo di rimborso. La misura è intesa come ristoro al danno patrimoniale subito dalle vittime di usura.

Inoltre, sempre tramite il Fondo è possibile per le vittime di usura accedere a un mutuo di 10 anni per il rilancio dell’attività economica. Troppo spesso, infatti, le vittime di usura sono piccoli imprenditori o artigiani, che in un momento di difficoltà economica si sono rivolti alla persona sbagliata per salvare la propria attività.

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Lo stop scudo banche

Ma il sostegno al fondo per le vittime di usura non è l’unica misura contenuta nella legge di bilancio riguardo quest’argomento. Anche lo stop scudo banche è una disposizione fortemente voluta dal governo, che ha trovato l’appoggio del presidente Mattarella e il favore dell’Unione Europea.

Ha fatto discutere molto il sostegno che i governi precedenti hanno accordato ad alcune banche per salvarle dalla crisi e dal dissesto finanziario. Uno su tutti è stato il caso di Mps, per il quale sono state varate delle misure importanti. Ma di cosa si tratta?

Cos’è lo scudo banche

Con questa espressione si intende un insieme di misure che il governo ha approvato per salvare da una crisi finanziaria un istituto di credito.

Nel 2016, ad esempio, la Commissione Europea ha approvato lo schema di garanzie per difendere la liquidità delle banche proposto dall’allora ministro dell’economia Padoan. Già nel 2013 la stessa Commissione aveva emanato delle linee guida per gli aiuti da parte degli Stati durante la crisi finanziaria. All’epoca la garanzia ammontava a 150 miliardi.

In pratica, l’Italia poteva garantire la liquidità delle banche a patto che non ci fossero carenze di capitale. In questo modo gli istituti hanno potuto comprare una garanzia pubblica sulle obbligazioni.

Cosa prevede lo stop

Il governo ha deciso di porre un taglio netto a questa pratica, e ha trovato il sostegno dell’Unione Europea. A quanto pare, infatti, le misure sono compatibili con le direttive imposte dall’Unione.

Cosa succederà, quindi?

I risparmiatori che si sono trovati vittime di una truffa a opera di una banca potranno fare causa alle stesse, anche se otterranno il risarcimento, per la quota di danno eccedente il ristoro corrisposto. Prima dello stop scudo banche, infatti, la norma era un ristoro dell’80%.

Il rimborso introdotto da questa legge ammonta invece al 30% dell’importo riconosciuto dalle sentenze giudiziarie o dall’arbitro delle controversie finanziarie. Il limite massimo è di 100000 € per ogni risparmiatore “vittima”.

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