Come fare un business plan: la piccola e media impresa

Come fare un business plan

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Come fare un business plan resta a oggi ancora un mistero per molti, e la stessa parola business plan non è ancora entrata nell’uso comune di molte aziende. Scopriamo quindi le potenzialità e i benefici che questo strumento può portare.

 

Come fare un business plan: le dinamiche dell’azienda

Partiamo dal principio: il business plan è un documento (indipendentemente dalla forma in cui si decide di redigerlo) in cui si riassume la strategia di business prevista per un determinato periodo di tempo. Ovviamente ciò non significa che esso sia una mera lista di obiettivi da raggiungere, poiché dietro c’è molto di più. Per capire come fare un business plan è necessaria una conoscenza approfondita delle attività e dell’identità dell’azienda, dei suoi obiettivi e di come intende raggiungerli.

Non esiste un esempio di business plan universalmente valido: esso infatti dovrà essere redatto secondo le esigenze dell’azienda. Proprio come un sarto cuce su misura un vestito per il cliente, così chi si occuperà della redazione del business plan dovrà essere in grado di plasmarlo per renderlo la “voce” dell’azienda in merito ai suoi progetti.

Normalmente, in una grande azienda, non c’è bisogno di chiedersi come fare un business plan: esiste infatti una figura specializzata proprio in questo, che si occuperà dell’identificazione delle attività e di tradurre questi progetti in un piano comprensibile anche dall’esterno. Il business plan per un’azienda strutturata è un passaggio obbligato non solo a chiusura dell’anno in previsione del successivo, ma anche ogniqualvolta si voglia intraprendere un nuovo progetto.

Come fare un business plan partendo da zero: le pmi

Ben diverso è il caso delle piccole e medie imprese, in cui il business plan è spesso un grande punto interrogativo. Non esiste infatti una figura specializzata che si occupi di redigerlo, né tantomeno ci pensa il proprietario. Gran parte degli imprenditori non contempla neanche l’idea di redigerlo poiché, trattandosi di una ditta individuale o con pochi dipendenti, si è perfettamente a conoscenza di quello che si sta facendo. Niente di più sbagliato!Anche i piccoli imprenditori dovrebbero imparare come fare un business plan, e le ragioni sono molteplici.

In primis, il business plan è praticamente un requisito fondamentale nel caso in cui si voglia chiedere un prestito, un accesso al credito sia ordinario che straordinario. Così come la grande azienda lo stila per avanzare una richiesta di budget al consiglio d’amministrazione, così l’imprenditore illustra tramite questo strumento perché ha necessità di quella somma e cosa ne farebbe.

Sottovalutare un mezzo del genere sarebbe un grave errore, che potrebbe avere ripercussioni anche non di poco conto. In secondo luogo, l’importanza del business plan si riscontra anche nella possibilità di pianificare le proprie attività per l’anno a venire. Avere bene in mente qual è la strategia aiuta anche a disporre delle risorse necessarie, sia in termini economici che di personale. Inoltre, confrontando l’ipotesi effettuata con la realtà sarebbe possibile correggere il tiro qualora ci fossero state delle deviazioni lungo il percorso.

 

La struttura di un business plan

In cosa consiste quindi questo documento e come fare un business plan realmente efficace? Non si tratta di una semplice lista degli obiettivi: il business plan è il “riassunto” di chi sei, cosa vuoi fare e come intendi realizzarlo.

La prima parte del documento sarà quindi interamente dedicata alla descrizione della tua attività. Nel caso in cui si tratti di un’impresa già avviata, potrebbe essere abbastanza facile, ma se si sta parlando invece di un progetto totalmente nuovo, le cose potrebbero essere più complicate.

Bisogna quindi descrivere nel dettaglio qual è il prodotto o servizio che si intende lanciare sul mercato, le sue caratteristiche, i materiali, le conoscenze necessarie per produrlo, il suo posizionamento, e anche i costi necessari. Addirittura, nel caso dei progetti più completi, è prevista un’analisi di tutti i costi di produzione, del prezzo a cui vendere il prodotto e del guadagno calcolato al netto delle spese sostenute. Non è certo un lavoro da poco!

La seconda componente del business plan perfetto è la descrizione di chi si occupa del progetto. Bisogna quindi presentare tutti i protagonisti, il loro background e le loro esperienze, l’apporto che possono dare, il ruolo che rivestiranno, come saranno eventualmente inquadrati e così via.

Questo si risolve in una presentazione sintetica all’interno delle grandi aziende, dove si sa perfettamente chi è chi, ma è invece un ottimo trampolino di lancio per l’imprenditore che, ad esempio, è alla ricerca di fondi. Presentare un responsabile o ancor meglio un team rafforza infatti l’idea di credibilità. In questa parte si fa confluire anche la descrizione dell’organizzazione della società e del regime fiscale adottato.

Andare oltre

Come fare un business plan di successo? Sarà necessario includere non solo tutto il “pre“ del progetto, ma anche il “post”. Ciò significa effettuare previsioni di diverso tipo, ovviamente basandosi su indagini accurate. L’obiettivo è far capire che il prodotto/servizio funzionerà per un determinato motivo. Quindi, assolutamente necessaria sarà una preventiva analisi di mercato.

Si dovrà illustrare qual è la situazione prima del lancio del prodotto, se il prodotto esiste già, se esiste come e dove è posizionato, qual è il target di riferimento, il prezzo ecc. E se invece non esistesse bisogna capire il perché. Il prodotto potrebbe essere una vera intuizione a cui nessuno ha pensato, oppure non è mai stato lanciato perché la sua produzione non è fattibile? Indipendentemente dal caso, è fondamentale dimostrare quanto affermato attraverso dati verificabili.

Ancora, una parte molto importante è relativa al marketing e alla promozione. Oggi non è pensabile progettare il lancio di un prodotto sul mercato senza pianificare attentamente una strategia di marketing e comunicazione.

All’interno del business plan deve quindi essere contemplata una voce in cui si analizza nel dettaglio il consumatore target, il messaggio da comunicare, i mezzi, il budget, il posizionamento marketing, il comportamento della concorrenza, le attività di promozione, advertising, visual merchandising e altro ancora.

 

L’aiuto di un professionista

La carne al fuoco è tanta, e proprio per questo la piccola impresa potrebbe essere spaventata dalla mole di lavoro che la realizzazione di questo documento comporta. Ecco perché è importante rivolgersi a un professionista, un’azienda di consulenza direzionale, finanziaria e fiscale.

Manca ancora un ultimo ingrediente per la ricetta di come fare un business plan, forse la più importante. Si tratta della previsione di tutta la parte pratica: materiali e sito di produzione con relativi costi, smaltimento rifiuti, filiera produttiva, risorse umane impiegate e relativa formazione, copertura finanziaria….

Si capisce dunque che un documento del genere non è alla portata di tutti, ma dev’essere realizzato secondo precise regole e richiede competenze molto diversificate tra loro. Improvvisare un business plan significa bruciare le possibilità che abbiamo e trascurare l’importanza di un piano ben redatto. Uno strumento prezioso come questo dovrebbe essere invece sfruttato al massimo delle sue potenzialità, sia internamente che esternamente all’azienda.

Bianca Botta

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