Trust Italia: un vincolo di fiducia sul tuo patrimonio - Andrew & Sax

Trust Italia: un vincolo di fiducia sul tuo patrimonio

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Il trust Italia è il secondo strumento di tutela del patrimonio che andrò ad analizzare. La settimana scorsa abbiamo infatti parlato del fondo patrimoniale, constatando che si tratta di uno strumento molto valido ma che presenta determinati limiti. Il trust patrimoniale sarà in grado di fare meglio?

Trust Italia: un vincolo di fiducia sul tuo patrimonio per proteggerlo da aggressioni esterne

Nell’ambito delle misure di tutela del patrimonio, lo scopo principale degli istituti disciplinati dalla legge è quello di “accantonare” un determinato ammontare di beni per destinarlo a un determinato scopo o a una determinata persona.

Gli anni che stiamo vivendo sono particolarmente difficili per gli imprenditori e i liberi professionisti, che spesso si ritrovano schiacciati dalle tasse e ricorrono a continui finanziamenti per portare avanti la loro attività.

I risparmi accumulati, se non gestiti correttamente con strumenti come ad esempio la costituzione di srl, si trovano a mescolarsi a quelli personali e della famiglia. Questo può provocare conseguenze importanti nell’eventualità in cui si presentino dei problemi.

A essere minacciati sarebbe non solo l’impresa, ma anche i risparmi di famiglia, in qualunque forma essi siano costituiti (conto in banca, casa di famiglia, casa al mare, titoli di credito…).

Di sicuro non è ciò che vuoi che accada. E, per fortuna, non è quello che succederà, se adotterai le opportune misure di protezione come il trust Italia.

Come nasce il trust?

Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone che ha come finalità quella di separare dal patrimonio di un soggetto, alcuni beni per il perseguimento di specifici interessi a favore di determinati beneficiari o per il raggiungimento di uno scopo determinato.

Ciò avviene attraverso il loro affidamento e la loro gestione a una persona “trustee” o ad una società professionale “trust company”.

Trust è un termine inglese che significa fiducia. Questo esprime perfettamente il senso del trust: l’ individuazione di una persona di fiducia (o di una trust company) che amministri un determinato patrimonio.

Questo istituto nasce infatti nei paesi anglosassoni, dove il concetto di sdoppiare la proprietà è abbastanza comune, come in tutti i paesi in cui vige la common law.

Qui si è avvertita la necessità di separare una parte di patrimonio per poterla “affidare” a qualcuno.

L’istituto è entrato a pieno titolo nell’uso comune e, dopo qualche anno, è approdato anche in Italia.

trust italia

Il trust in Italia

La semplicità del meccanismo e le possibilità offerte hanno fatto sì che questo strumento venisse stimato e apprezzato anche in Italia. Si è quindi subito pensato di poterne fare liberamente uso.

In realtà, sebbene il Trust in Italia è stato riconosciuto, non è ancora regolamentato dalla legge italiana.

Ciononostante, l’istituto del trust viene considerato accettato in quanto, in assenza di una legge nazionale, la legge applicabile viene scelta volontariamente dal disponente.

Come? Sempre nell’ambito delle giurisdizioni che ammettono e disciplinano in modo specifico il trust (esempio l’Inghilterra, il Jersey, etc).

La legge in questione è la Convenzione sottoscritta all’Aja il 1° luglio 1985, e ratificata dall’Italia con legge 16 ottobre 1989 n. 364. Questa resta molto generica, perché si limita a definire le linee guida generali, senza entrare nello specifico e nella gestione pratica.

In caso di contenziosi, però, non essendoci una legge a cui far riferimento, ci si dovrà rifare a quella vigente in uno dei paesi che la applicano.

Come si costituisce un trust patrimoniale?

La procedura è in realtà abbastanza semplice.

Il numero degli attori coinvolti in questo procedimento può variare, ma avremo di sicuro:

  • Il Settlor:è il disponente, ossia il proprietario di beni che decide di istituire il trust a tutela del patrimonio familiare. Può essere un manager di una grande azienda o anche un concessionario di auto, un meccanico, un commerciante. È, in ogni caso, una persona che ha bisogno di isolare parte del suo patrimonio per destinarlo a uno scopo particolare.
  • Il Trustee: è lui la persona di fiducia. Quest’ultimo diventa effettivo proprietario dei beni a lui affidati di cui ha il potere di amministrare, gestire e disporre, con la diligenza del buon padre di famiglia, secondo le istruzioni che gli ha dato il Disponente e secondo la legge che regola il Trust; ha inoltre l’obbligo di render conto al Disponente, al beneficiario e/o al “Guardiano” (Protector o Enforcer), laddove previsto, del suo operato. I beni intestati al Trustee non entrano a far parte del suo patrimonio personale e sono insensibili alle vicende personali, familiari, successorie e fiscali sia del Disponente che del Trustee.

In sostanza il trustee diventa “l’amministratore” dei beni oggetto del trust Italia: sarà l’unico titolare dei diritti su questi beni. Ovviamente l’idea di fondo è che la condotta del trustee debba rispettare i principi di tutela dell’interesse del proprietario originale dei beni o comunque del perseguimento del fine attribuito al trust ed indicati nello stesso.

Cerchi un altro tipo di strumento? Scopri le forme di tutela del patrimonio

Gli altri attori

  • Il Protector: questa figura non è indispensabile al fine della costituzione del trust Italia, ma può essere prevista. Si configura come una sorta di mediatore, o giudice, che ha il compito di nominare o revocare il trustee, dare il benestare su alcune sue decisioni, impartire direttive e controllarne l’operato.
  • Il Beneficiarioi beneficiari di un Trust sono, in linea generale, coloro i quali hanno diritto ad ottenere vantaggi dal Trustee.

Beneficiario di un trust non è quindi colui che viene definito beneficiario da una clausola dell’atto, bensì colui al quale l’atto di trust attribuisce diritti od aspettative sul fondo o sul reddito del trust. La posizione beneficiaria può essere determinata sin dall’origine nell’atto istitutivo oppure essere rimessa alle determinazioni del trustee, del guardiano, oppure di un terzo soggetto.

Il ruolo del trusteetrust italia

All’interno dell’istituto del trust  il ruolo fondamentale è quindi quello del trustee.

Quando il settlor istituisce il trust si produce quello che viene definito un effetto segregativo.

Grazie a questo il patrimonio oggetto del trust, che può essere costituito sia da beni mobili che immobili, nonché immateriali, non è più da considerarsi parte del suo patrimonio.

Il trustee è libero di compiere ogni azione ritenuta adeguata a raggiungere lo scopo prefisso dal trust stesso.

Come detto, i beni non faranno parte del patrimonio personale del trustee, ma restano invece distinti e separati in una sorta di “cassaforte”. Deve però rendere conto delle sue azioni tanto al settlor quando, dove previsto, al protector (o guardiano).

Su cosa e perché porre il trust?

Come abbiamo anticipato, sono diversi i beni che possono essere inclusi all’interno di questo strumento. Sembra però che gli imprenditori lo utilizzino soprattutto per porre una protezione sui beni immobili. In questo modo, infatti, una casa diventa impignorabile.

Altra motivazione per l’istituzione del trust Italia può essere la tutela di figli minori o disabili. In questo senso, il trust può essere istituito anche nello stesso testamento.

Allo stesso modo, un trust può essere utile per tutelare un patrimonio non solo dai creditori, ma da altri pericoli come il gioco d’azzardo o comportamenti irresponsabili. In questo modo è possibile fornire delle garanzie alla generazione successiva, e anche creare un fondo pensionistico.

Infine, il trust può essere istituito anche per scopi benefici.

Lo scopo del trust deve essere comunque definito al momento stesso della sua creazione, e non può consistere in un atto fraudolento. In tal caso, infatti, lo strumento verrà considerato illegittimo e non avrà alcun valore.

È invece destinato a uno scopo nobile, che possa essere la tutela di un membro della famiglia o della famiglia al completo, o il salvaguardare la casa di famiglia, o proteggere qualcuno dai suoi stessi vizi.

Resta quindi uno strumento molto valido per proteggere i propri beni da aggressioni interne ed esterne, tutelando così tanto il patrimonio quanto te stesso.

Vuoi cominciare a proteggere te stesso e il tuo patrimonio?

Vito De Giglio

Area Fiscale